Cartagho

Il clima semiarido con il vento caldo e carico di sabbia e l'influenza del mare, creava un habitat simile a quello africano. I cartaginesi trassero humus dalla terra coltivabile, ne ricavarono uliveti, fichi, viti, palme da datteri e boschi di cedri. Pian piano si insediarono in tutta la cuspide occidentale dell'isola, impadronendosi di Mothia, Palermo e Solunto, ed entrando in conflitto con la tirannide di Siracusa. Selinunte, pur essendo una colonia greca, costituì una strategica alleanza coi Cartaginesi, dando vita ad una comunità dedita allíagricoltura ed al commercio da cui partì un sviluppo demografico ed economico che avrebbe caratterizzato la zona per due secoli. Nella civiltà greca, il centro dell'architettura era il tempio, dimora della divinità, del sacro e dell'eterno, espressione del senso di ordine e perfezione. Ed alla pacifica convivenza tra cartaginesi e selinuntini, durata fino allo scoppio della prima guerra punica, sopravvisse l'acropoli di Selinunte, il più grande parco archeologico d'Europa. Qui ancora oggi si erge fiero e intatto il tempio "E", a simboleggiare il senso dell'ordine e dell'immortalità divina, contrapposte alla fugacità del mondo sensibile. Storia e territorio si muovono da sempre insieme: le contaminazioni tra cartaginesi e selinuntini hanno portato a cambiamenti sociali e demografici, lasciando immutato il paesaggio, nonchè il fascino delle vestigia del passato.

Cartagho 2

Storia e territorio si muovono insieme, lasciando immutato il paesaggio ed il fascino delle vestigia del passato. Sicilia, terra millenaria. Crocevia di popoli, dominazioni, che fanno dellíisola un unicum variegato, di tradizioni, dialetti, usi, costumi, tesori d'arte e cultura. Molteplici le testimonianze lasciate dal passaggio e dalle dominazioni di fenici, punici, di arabi, normanni, romani. Nei secoli etnie diverse si sono incrociate e stanziate nella nostra isola. Ma è con l'arrivo dei greci che si entra nella grande storia, nel VIII secolo a.C. I greci fondarono le prime grandi città, quasi tutte sulle coste: Catania, Taormina, Gela, e poi Segesta, Agrigento, Selinunte, Siracusa. A quest'ultima nel tempo soggiacquero tutte le altre città. In seguito, dopo il 450 a.C. i cartaginesi attraversarono il mare nostrum approdando sulla costa sud-ovest dell'isola. Ed è qui, posta tra i templi dorici di Selinunte e gli scavi di Eraclea Minoa, tra il mar d'Africa e le colline verdeggianti, che si snoda il territorio di Menfi, ricco di testimonianze storiche e archeologiche.

Cartagho 1 - templi

È proprio nelle vigne che fanno brillare di verde tuttíintorno il paesaggio che nasce Cartagho, un rosso imponente, conquistatore, prodotto da uve Nero d'Avola, vitigno storico siciliano. È un vino intenso, carico, deciso, di grande personalità. Dopo un'accurata selezione dei vigneti a più spiccata vocazione, elevati a controspalliera, le uve vengono prodotte con rese di picco dal punto di vista organolettico e del potenziale d'invecchiamento.

Il Nero d'Avola, in questo territorio, e con le tecniche colturali utilizzate, dà vita ad un vino dal colore, struttura e profumi unici e distintivi. Le uve vengono raccolte a mano, durante la vendemmia notturna, grazie alla cura dei viticoltori locali. Vinificate in purezza ed affinate per un anno in barrique di rovere francese, producono un vino dal colore rosso rubino con riflessi violacei, profumi di ciliegia matura, sensazioni olfattive profonde ed eleganti di liquirizia, prugna, confettura. Al palato gradevole, morbido, espressione massima di un territorio straordinario. Un grande classico, un'eccellenza che conquista il "Tre Bicchieri" dalla "Guida ai Vini d'Italia" del Gambero Rosso.

Mandrarossa Cartagho

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