Il giardino segreto

Un paradiso terrestre, un giardino incantato, al cui fascino è impossibile resistere. Nel tratto di Sicilia sud-occidentale che va da Porto Palo a Selinunte, c'è un luogo magico, nascosto, assai suggestivo, incastonato tra le rocce. Laddove un tempo riuscivano a crescere, facendosi spazio tra i sassi, solo la palma nana, i capperi ed i rovi, in seguito fu tutto un fiorire e rinverdire di natura. 

Giardino Segreto

Piante e animali cominciarono a riprodursi, trovando un habitat sicuro e confortevole. I "Parchi", questo l'antico nome del sito, che prende il suo nome dalle caratteristiche rocce piatte che assomigliano appunto a tanti palchi (in siciliano appunto parchi). Qui, oggi, si trova un lussureggiante giardino tropicale, creato da Enrico Varvaro, i cui antenati qui approdarono nel 1848. Ventenne, animato dalla passione per la pesca subacquea, amava trascorrere delle ore a pescare spigole nello specchio d'acqua di fronte a questa costa, nuotando tra le intriganti poseidonie.

Giardino Segreto 2

Il sito aveva per lui grande fascino, seppur solo la parvenza di una pietraia, e si poteva raggiungere solo dal mare. Non un verde cespuglio, puro "res nullius". Ma fu amore a prima vista. Appassionato naturalista, decise di acquistarlo, dando inizio ad un certosino ripopolamento vegetale, previo studio del comportamento di quelle piante in grado di resistere alla salsedine ed allo scirocco, e che qui potevano acclimatarsi. Creò punti d'acqua ed intervenne con caparbietà a proteggere il verde ogni qual volta veniva minacciato dalle fiamme.

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 Pian piano, nel tempo, grazie al suo amore ed alla sua dedizione, quella che era una pietraia, divenne un fiorire di lentischi, querce, canne da zucchero, gelsi, carrubi, tamerici, allori, agavi, banani, fichi d'india, bouganville, mimose, rosmarino, aloe, olivi, pini, e tante specie di erbee piante aromatiche, che trasformarono i 14 ettari in un vero e proprio orto botanico, unico nel suo genere.

Giardino Segreto 4

A favorire il rinverdimento furono d'aiuto anche i tanti animali da lui qui condotti, vacche, pecore, cavalli, maiali, caprette tibetane, daini, mufloni, e poi struzzi, francolini, oche, ma soprattutto gli asinelli, in grado di vivere nutrendosi di erba secca, cardi selvatici e piante spinose. A questi il merito di aver mantenuto l'habitat intatto e pulito. Nel 1984 fu qui istituita la Riserva: la natura è oggi la regina incontrastata e gli uomini devono adattarsi alle sue regole ed ai suoi ritmi.

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A questi il merito di aver mantenuto l'habitat intatto e pulito. Nel 1984 fu qui istituita la Riserva: la natura è oggi la regina incontrastata e gli uomini devono adattarsi alle sue regole ed ai suoi ritmi.

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Numerosi i sentieri che si inoltrano in mezzo al verde, ove regna una totale armonia tra l'ambiente e gli animali. Un'oasi segreta di rara bellezza, caratterizzata dalle scogliere nascoste e romantiche, lambite da acque trasparenti e cristalline. Un paradiso terrestre, un giardino incantato, al cui fascino è impossibile resistere. Lungo le stesse coste nascono i vini Costadune di Mandrarossa, tributo alle dune di sabbia che qui spesso caratterizzano le lunghe e incontaminate spiagge. 

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Vini autoctoni in purezza, autentica espressione di un terroir davvero particolare: il Costadune Grecanico ed il Costadune Nero d'Avola. Il Grecanico è la cultivar a bacca bianca che rappresenta meglio il territorio, da cui nasce un vino quotidiano, secco, fresco, fragrante, ideale come aperitivo, ricco di profumi di agrumi e fiori bianchi mediterranei, gelsomino e oleandro. 

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Il Nero d'Avola, vitigno a bacca rossa siciliano per antonomasia, dal carattere deciso, qui si esprime con particolari profumi fruttati, marasca matura ed una morbidezza sorprendente

Giardino Segreto 10 - Paradiso visto dal cielo Costadune

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